La responsabilità relativa alla qualità dell'acqua destinata al consumo umano è condivisa anche con coloro che gestiscono l'impianto in funzione.
Le regole base per la consegna di un impianto d'acqua sanitaria sono diverse, tra cui citiamo:
- riempire l‘impianto solo immediatamente prima della sua messa in servizio. Se la messa in servizio o l’utilizzo vengono ritardati, eseguire e documentare un programma di lavaggio.
- consegnare al gestore la documentazione relativa al percorso delle tubazioni.
- consegnare le istruzioni per l’uso.
- consegnare i protocolli relativi alla prova di tenuta, al lavaggio e alla messa in servizio.
- avvertire della necessità del ricambio regolare e completo dell‘acqua – circa tre volte alla settimana su tutti i punti di erogazione negli edifici pubblici.
- informare sul pericolo di legionellosi in caso di temperature «fredde» e «calde» insufficienti.
- proporre un contratto di manutenzione.
In caso di caratteristiche dell’acqua microbiologicamente impure, i sistemi di tubazioni con raccordi a pressare Viega possono essere disinfettati con i metodi di disinfezione approvati ed elencati nel Documento di Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 4 Aprile 2000, oltre che nelle norme tecniche in vigore. Si può trattare di disinfezione di routine oppure di interventi mirati, anche d’urto. Tutte le misure di disinfezione sono efficaci soltanto laddove scorre una quantità sufficiente di acqua. Inoltre non eliminano mai le cause dei problemi, ma servono soltanto come misura immediata fino al termine della sanificazione.
Fondamentalmente si consiglia la disinfezione termica poiché è l’unica a raggiungere la base del biofilm. Tra le misure chimiche vanno preferiti in generale, grazie alla loro maggiore
compatibilità con i materiali, il perossido di idrogeno (H2O2) e il biossido di cloro. Le misure di protezione degli utenti dai processi di disinfezione devono tenere conto della destinazione d’uso dell’edificio e della tipologia di utenza (bambini, disabili, anziani, ecc). In caso di disinfezione chimica occorre sempre eseguire successivamente un lavaggio fino a raggiungere di nuovo le concentrazioni di disinfettante ammesse per la disinfezione continua.
Attenersi al D.Lgs. n. 31 del 2 Febbraio 2001, secondo cui la concentrazione residua di disinfettante non deve essere superiore a 0,2 mg/l di cloro libero.
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