Funzionamento
Funzionamento

La responsabilità relativa alla qualità dell'acqua destinata al consumo umano deve essere condivisa anche con coloro che gestiscono l'impianto durante il normale esercizio.

Si riportano di seguito le regole base per la corretta gestione di un impianto di acqua sanitaria nelle fasi di collaudo e funzionamento:
 

  • eseguire la prova di tenuta con acqua  solo nei casi in cui è prevista la messa in servizio dell'impianto in tempi brevi (e comunque entro 7 giorni); in alternativa è preferibile eseguire la prova di tenuta a secco (ad aria), eliminando qualsiasi rischio di proliferazione batterica derivante dalla stagnazione dell'acqua residua
  • riempire l‘impianto solo immediatamente prima della sua messa in servizio. Se la messa in servizio o l’utilizzo vengono ritardati, eseguire e documentare un programma di flussaggio come da indicazioni fornite dalla EN 806
  • consegnare al gestore la documentazione relativa al percorso delle tubazioni ed il relativo progetto previsto dal D.M. 37/2008
  • consegnare i protocolli relativi alla prova di tenuta, al lavaggio e alla messa in servizio
  • isolare le tubazioni nel rispetto della legislazione vigente (D.P.R. 412/93) e con materiali di spessore adeguato, al fine di escludere un’alterazione della temperatura dell’acqua calda o fredda
  • informare sui rischi connessi alla legionellosi e  proporre un contratto di manutenzione con la finalità di limitare l’insorgere del batterio
  • istituire, come consigliato dalle Linee Guida per la prevenzione della Legionellosi 2015, un apposito registro degli interventi di manutenzione

     

In caso di necessità, i sistemi di tubazioni con raccordi a pressare Viega possono essere disinfettati con i metodi di disinfezione approvati ed elencati nel Documento di Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi elaborate nel 2000 e ulteriormente aggiornate nel 2015, oltre che nelle norme tecniche in vigore. Si può trattare di disinfezione di routine (di tipo continuativa) oppure di interventi mirati, anche d’urto. Tutte le misure di disinfezione sono efficaci soltanto in presenza di una quantità sufficiente di acqua, e comunque non eliminano mai del tutto le cause dei problemi (servono soltanto come misura immediata fino al termine della sanificazione).
 
Fondamentalmente si consiglia la disinfezione termica poiché è l’unica a raggiungere la base del biofilm. Tra le misure chimiche vanno preferiti in generale, grazie alla loro maggiore compatibilità con i materiali, il perossido di idrogeno (H2O2) e il biossido di cloro. Le misure di protezione degli utenti dai processi di disinfezione devono tenere conto della destinazione d’uso dell’edificio e della tipologia di utenza (bambini, disabili, anziani, ecc). In caso di disinfezione chimica occorre sempre eseguire successivamente un lavaggio fino a raggiungere di nuovo le concentrazioni di disinfettante ammesse per la disinfezione continua.

 

Attenersi al D.Lgs. n. 31 del 2 Febbraio 2001, secondo cui la concentrazione residua di disinfettante non deve essere superiore a 0,2 mg/l di cloro libero.

 

Per maggiori informazioni:
Soluzioni: sistemi di qualità

L'acqua destinata al consumo umano è il presupposto per la nostra salute.
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