Proposta di revisione della Direttiva Europea 98/83/CE sull’acqua destinata al consumo umano

Negli ultimi 40 anni di politiche europee per il miglioramento di una risorsa vitale come l'acqua, i risultati ottenuti sono concreti e incoraggianti: non solo è migliorata la qualità dell’acqua potabile, ma fiumi e laghi hanno anche recuperato gran parte della salubrità persa dopo anni di attività industriali e agricole intensive, e molto inquinanti.
Per migliorare ulteriormente questi risultati, lo scorso 23 ottobre il Parlamento Europeo ha votato positivamente la proposta di revisione della Direttiva 98/83/CE, con lo scopo principale di armonizzare le regole igieniche per tutti i materiali e i prodotti a contatto con l’acqua destinata al consumo umano.
Tra i nuovi obiettivi della revisione del provvedimento, il più significativo è quello di rendere la qualità dell'acqua ancora migliore, e soprattutto di renderla un bene accessibile a tutti, anche alle fasce sociali più disagiate. Ecco perché la Direttiva si è preoccupata di incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto, per ridurre l’uso di bottiglie e imballaggi di plastica, e per farlo ha proposto soluzioni come la creazione di più fontanelle pubbliche, la richiesta a bar e ristoranti di offrire acqua del rubinetto gratis o a basso costo e l'informazione del consumatore riguardo alla qualità dell’acqua.

La nuova proposta di Direttiva ha modificato ben 48 parametri microbiologici, chimici e indicatori di qualità, per migliorare ulteriormente l'igiene dell’acqua.


Per quanto riguarda il settore dell’impiantistica idrotermosanitaria, la proposta di modifica stabilisce nuove regole sulla presenza di sostanze nell’acqua, tra cui spiccano il dimezzamento della possibile migrazione di piombo (da 10 a 5 µg/L) e l’introduzione del parametro “Legionella” come indicatore della potabilità dell’acqua”.

Per mantenere inalterata la qualità dell’acqua proveniente dalle reti di distribuzione pubbliche (conforme ai valori di parametro per oltre il 99%, con qualche lievissima eccezione), bisogna preservarne la qualità anche all’interno degli edifici. Questo perché la qualità dell’acqua da garantire secondo i parametri della Direttiva, in vigore o di prossima revisione, è infatti la stessa all’interno come all’esterno degli edifici, in rete o nelle tubazioni che servono il rubinetto più distante dall'impianto.
Ed è proprio all’interno degli edifici che i rischi di compromissione della qualità dell'acqua destinata al consumo umano aumentano. Il pericolo può essere causato dai numerosi materiali, prodotti e componenti che entrano in contatto tra loro e con l’acqua, generando pericolose incompatibilità elettrochimiche, migrazioni ed erosioni. Spesso l’acqua viene inoltre trattata, filtrata, riscaldata e raffreddata, con conseguenze negative in termini di possibile contaminazione dell'impianto.

Compito e responsabilità di progettisti, installatori, manutentori e conduttori dell’impianto è quindi mettere in atto tutte le misure volte a preservare la qualità dell’acqua.

L'importanza della collaborazione fra professionisti e di un “team di progetto”.
Oltre a quanto prescritto nella Direttiva attuale (o nella sua prossima revisione), è importante ricordare quali sono i tre parametri chiave per diminuire il rischio di proliferazione batterica (ad es. Legionella o Pseudomonas Aeruginosa), vale a dire: un frequente ricambio d’acqua nella totalità delle tubazioni, il controllo delle temperature e una velocità di flusso ottimale. Perciò è chiaro che non si possono centrare gli obiettivi di qualità dell’acqua senza la massima collaborazione fra i professionisti del mondo idrotermosanitario, né senza definire un “team di progetto” che operi con la miglior visione d'insieme: dalla fase di progettazione a quelle di installazione e collaudo.
Qui in breve i principali compiti di ognuno dei professionisti coinvolti e la breve spiegazione per cui qualsiasi modifica al progetto - non condivisa con gli altri operatori interessati - può veramente compromettere l'igiene dell'acqua potabile.
 

Il committente
Deve avere una chiara idea della destinazione d’uso della nascente struttura con condivisione verso il progettista, evitando “cambi in corsa”. Lo stesso edificio dovrà avere soluzioni progettuali e impiantistiche differenti a seconda della propria destinazione d’uso, se trattasi di residence, uffici o appartamenti. Ugualmente se l’uso previsto sarà continuativo o stagionale.
Il progettista
Deve avere un dialogo costante con il committente e con tutti gli altri professionisti coinvolti nelle fasi iniziali di progetto: architetti e ingegneri strutturisti. La preoccupazione principale del progettista poi dovrebbe essere quella di evitare eventuali interazioni dannose tra impianti diversi, che possono compromettere la qualità dell’acqua. Un esempio è il passaggio di tubi di acqua fredda in controsoffitti con trasformatori o altri elementi dell'impianto di illuminazione che con il loro surriscaldamento, possono trasmettere calore alle tubazioni di acqua fredda; altra buona pratica è valutare con gli architetti come evitare eventuali esposizioni vetrate che trasmettano calore ai tubi di acqua fredda o la condivisione di uno stesso cavedio per troppe tipologie di servizi.
L'installatore
Deve rispettare il progetto esecutivo e concordare ogni eventuale variazione con il progettista. Infatti anche solo il passaggio di una tubazione in un punto diverso da quello previsto dal progetto potrebbe avere ripercussioni su altri impianti. L'installatore dev'essere consapevole che il cambio di materiale delle tubazioni potrebbe ostacolarne il corretto funzionamento, perché le geometrie e le perdite di carico variano. Infine deve trattare il materiale con cura sotto l’aspetto igienico e stabilire con attenzione come, quando e con che mezzo fare il collaudo finale, per evitare il rischio di contaminazione dell’impianto ancora prima di metterlo in funzione.
Il manutentore
Deve evitare di cambiare arbitrariamente i parametri di esercizio dell’impianto, come ad esempio le temperature di funzionamento. E, nel caso di necessità di trattamenti chimici, deve verificarne la compatibilità con i materiali di progetto, inoltre dovrebbe evitare di combinare materiali incompatibili se sono necessarie sostituzioni o modifiche di parte dell’impianto.
Il conduttore
Deve attenersi all’uso previsto dell'impianto e, nel caso di una variazione, valutare accuratamente i rischi connessi all’impianto. Per gli esercizi pubblici, il conduttore ha la responsabilità di attenersi a tutte le prescrizioni legislative e alle “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”.